BENITO JACOVITTI – Disegnatore, fumettista

(Termoli, CB, 1923 – Roma, 1997)

Nato il 19 marzo 1923 a Termoli, in provincia di Campobasso, Benito Jacovitti a otto anni lascia il suo paese per Ortona a Mare; a undici è a Macerata, a sedici è a Firenze dove frequenterà il liceo artistico e avrà come compagni Franco Zeffirelli e Federico Fellini. Ed è proprio qui al liceo di Firenze che gli verrà dato il soprannome “Lisca di pesce” tanto era alto e magro. E’ per questo che firmerà ogni suo lavoro con una lisca di pesce rossa sotto il cognome.
Jacovitti esordisce giovanissimo nel mondo dell’editoria, collaborando con vignette umoristiche al settimanale “Il Brivido”. Nell’ottobre del 1940 a soli diciassette anni, approda al “Vittorioso”, creando il terzetto dei 3 P: Pippo, Pertica e Palla, e diventando ben presto una delle colonne del popolare settimanale cattolico.
Autore assai prolifico, Jacovitti ha al suo attivo decine e decine di personaggi, nati tanto sulle pagine del “Vittorioso” (come i 3 P, l’arcipoliziotto Cip e il suo stolido assistente Gallina, la furbissima e temibile Signora Carlomagno ed il bassotto Kilometro, Mandrago il Mago e l’Onorevole Tarzan) quanto su quelle del “Giorno dei Ragazzi”, il supplemento settimanale pubblicato dal 1956 al 1967, (dal popolarissimo Cocco Bill, pistolero alla camomilla, al fantascientifico Gionni Galassia al giornalista Tom Ficcanaso ad una miriade di scanzonati interpreti: il pirata Gamba di Quaglia, Baby Tarallo, il marziano Microciccio Spaccavento, Pape, Satan e Aleppe, i tre assurdi diavoloni) e del “Corriere dei Piccoli” (Zorry Kid, parodia del celebre Zorro, e Jack Mandolino, un malvivente sfortunato quanto incapace).
Ha pubblicato il “Diario Vitt”, che fu un vero e proprio compagno di scuola soprattutto per i ragazzi degli anni Cinquanta e Sessanta. Jacovitti illustrò, nel 1943, in piena guerra, il Pinocchio di Collodi in un’edizione, pubblicata dalla Scuola di Brescia, che ebbe grandissimo successo e un’infinità di ristampe. Sposatosi nel 1949 con Floriana Jodice, ha avuto una figlia, Silvia.
Jacovitti, dopo una carriera di rara intensità se ne è andato il 3 dicembre 1997 non prima di aver dettato con uno sberleffo l’epitaffio per la sua tomba: “Fui, sono e sarò un clown”. Nel 1998 la Regione Piemonte gli ha dedicato una ricca retrospettiva.
Le sue tavole erano riempite sino all’inverosimile, oltre che di personaggi della storia, di piedi, pettini, salami, vermi, quasi per un terrore psicanalitico del vuoto.
Piedi animati che camminano da soli decidendo di andare a piedi, vermi con un cappello a cilindro che si aggirano senza timore in un mondo attraversato da proiettili, pedate e pugni, pezzi di salame che esibiscono la parte affettata come un viso e che camminano scodinzolando, dita che spuntano da pipe mostrando all’inverso il gesto che consisterebbe nel premere il tabacco: questo ed altro ancora affolla il catalogo eccentrico dell’iconografia jacovittiana, fatta di immagini inconfondibili e quasi ossessive.
Jacovitti ha lavorato molto anche per la pubblicità a partire dalla metà degli anni Cinquanta. Ricordiamo, fra le più significative le campagne per i Gelati Eldorado con Cocco Bill (il suo personaggio animato dai Fratelli Pagot e poi da Pierluigi De Mas); i Formaggini Mio con il gatto Maramiau; l’Olio Teodora con Zorry Kid; Lanerossi Vicenza con Pecor Bill ed i Salumi Fiorucci con gli inconfondibili salami che camminano.

E proprio nel campo della pubblicità sono da segnalare alcune sue incursioni nel mondo della pasta: oltre agli immancabili piatti di spaghetti che Jacovitti infila in tutte le storie, cibo preferito da Trottalemme il cavallo di Cocco Bill, non sono da dimenticare alcune sue gustose tavole realizzate nel 1983 per il Pastificio Braibanti, gloriosa azienda parmigiana, confluita nel 1987 nel Gruppo Barilla.
Le tavole raffiguranti cuochi o camerieri con straripanti piatti di pasta, erano state disegnate con una cornice colorata idonea a contenere le ricette inserite in una apposita pubblicazione promozionale del Pastificio, e sono oggi conservate presso l’Archivio Storico Barilla.
E anche per questo marchio, Jacovitti ha lavorato, realizzando nel 1968 il brillante “galletto” con la coccarda, impiegato per pubblicizzare dal 1968 al 1970 le neonate fette biscottate Barilla.

Giancarlo Gonizzi